lunedì 8 novembre 2010
Lavori fermi nell'ex chiesa Sembra che il solaio non regga
giovedì 23 settembre 2010
Scricchiola la maggioranza sulla commissione edilizia
il mattino di Padova — 22 settembre 2010 pagina 30 sezione: PROVINCIA
CERVARESE. Maggioranza in consiglio comunale allo sbando? Segnali di crisi? Il voto contrario espresso da due consiglieri del gruppo di maggioranza, lunedì sera durante le votazioni, ha sollevato dubbi e incertezze da parte dell’opposizione sul futuro dell’amministrazione. Il sindaco Claudio Chiarello getta acqua sul fuoco: «Politicamente non c’è alcuna spaccatura, si è trattato solo di un giudizio a titolo personale. Il voto è libero e democratico. Si è trattato di esprimersi su un cambiamento dell’assetto organizzativo del comune che può non essere condiviso, per coerenza, da ex amministratori che per anni hanno sostenuto la linea precedente». Il tema scottante che ha portato a questa contrapposizione tra i componenti del gruppo maggioritario è stata la proposta all’ordine del giorno, di votare per la soppressione della commissione edilizia comunale ordinaria. «Parlo a nome personale, non come capogruppo della maggioranza - esordisce Mario Greggio, ex vice sindaco della precedente amministrazione - Il mio è un voto contrario. Sono sempre stato favorevole e fautore dell’operato della commissione e della necessità che cinque tecnici esterni, coadiuvati da altri due, tutti esperti di varie materie integrino l’operato degli uffici comunali preposti». Gli ha fatto immediatamente eco l’ex sindaco Simone Campagnolo: «Il mio è un voto tecnico. Avevamo già deciso cinque anni fa che la commissione ha un rapporto costruttivo con territorio e ambiente, essendo formata da persone esperte nei vari settori, geometri, agronomi, ingegneri. La loro consulenza in alcuni casi si è rivelata molto utile». Scontato il voto contrario dell’opposizione sulla proposta di soppressione, ritenuta «Intempestiva e non ben ponderata». I capigruppo di minoranza avevano chiesto di apportare la modifica all’atto dell’approvazione del Pat, il piano di assetto per il territorio. «Abbiamo scelto di testare il funzionamento della commissione integrata e degli uffici tecnici in questa fase di prova - replica il sindaco Chiarello - sottolineo che non è un giudizio sui commissari che hanno sempre svolto il loro compito in modo eccellente, ma di una organizzazione diversa degli uffici comunali». - (Sergio Sambi)
giovedì 10 dicembre 2009
Intese su pagamenti, controlli e Adsl
mercoledì 9 dicembre 2009
Interventi sul bilancio a Cervarese
il mattino di Padova — 08 dicembre 2009 pagina 29 sezione: PROVINCIA
CERVARESE SANTA CROCE. «Una manovra corposa», ha definito il sindaco Claudio Chiarello l’assestamento di bilancio portato in consiglio comunale e che ha registrato l’astensione delle minoranze. Pesanti le spese per il sociale, per l’aumento delle situazioni di disagio, mentre i consumi di energia elettrica gravano per ben 93.000 euro.
«In dieci anni non si è mai messo mano a questo capitolo» ha commentato Giovanni Ceron di Vivere Cervarese, che ha criticato la manovra di assestamento: «I 15.000 euro previsti per il sostegno ai cittadini ora sono stati portati a 35.000 come era facile immaginare; per il Consorzio di Polizia municipale Padova Ovest i servizi non sono partiti, così si sono recuperati 15 mila euro; i 25 mila euro tagliati dalla manutenzione ordinaria delle strade sono stati messi per l’intervento su via Repoise, che si conosce da mesi».
«C’è l’impegno a fare un bilancio di previsione per il prossimo anno con provvedimenti che vadano incontro alla situazione» ha replicato l’assessore Davide Ceron. Approvata all’unanimità la delibera sull’applicazione della legge «Piano casa» e accolti 4 emendamenti di Vivere Cervarese. Il nuovo segretario comunale è Attilia Fabbro, in convenzione con il Comune di Veggiano. Il consigliere Simone Campagnolo è stato nominato delegato al Parco Colli. -
(Rossella Moretto)
sabato 14 novembre 2009
Elezioni al Tar, il sindaco traballa

Gabriele Coltro - il Gazzettino
Sabato 14 Novembre 2009,
Sconfitto per soli 11 voti. Massimo Campagnolo - 1.377 preferenze contro le 1.388 di Claudio Chiarello - ha impugnato le elezioni. Si è rivolto al tribunale amministrativo regionale chiedendo l’annullamento del verbale di proclamazione degli eletti. Per un pasticcio accaduto nella sezione n. 1, dove i componenti del seggio hanno utilizzato per le operazioni di voto le copie delle liste elettorali consegnate al momento dell’insediamento e non le liste sezionali maschili e femminili vidimate dall’apposita Commissione Circondariale. Nel ricorso Campagnolo, che è assistito dall’avvocato Roberto Carfagna, si è unita anche Simonetta Bacchin.
L’anomalia evidenziata da Campagnolo emerge chiaramente dalla comunicazione inviata alla Prefettura il 10 giugno scorso dall’Ufficio elettorale del Comune. Da un successivo controllo il candidato sconfitto ha potuto constatare l’assenza sulle liste sezionali di qualsiasi annotazione circa le modalità di identificazione degli elettori e la mancanza della firma dei membri dell’ufficio elettorale che attestassero che tutti o parte degli elettori elencati avessero votato.
Secondo Campagnolo ciò costituisce una violazione dei principi di strumentalità delle forme e di personalità del voto. Il mancato utilizzo delle liste vidimate dall’apposita Commissione da parte dei componenti del seggio e il mancato espletamento delle incombenze relative alla identificazione dei votanti da parte degli scrutatori impedisce secondo i ricorrenti il controllo della regolarità, anche mediante l’accertamento delle correlative responsabilità. Il che determinerebbe la nullità delle operazioni elettorali.
Non solo. La preventiva vidimazione delle liste elettorali ad opera della Commissione Circondariale garantisce e certifica quali sono coloro che hanno effettivamente diritto al voto e anche l’omissione di tale incombente determinerebbe la nullità delle operazioni elettorali. Infine, la puntuale osservanza di tutti i precetti contenuti nel testo unico delle leggi elettorali appare sul piano logico indispensabile a realizzare lo scopo per cui la norma stessa è preordinata: cioè impedire le sostituzioni di fogli nelle liste elettorali e garantire la conservazione delle liste effettivamente adoperate per la votazione.
Le motivazioni del ricorso non sono parse ai giudici amministrativi affatto campate per aria. Tant’è che il collegio giudicante presieduto da Angelo De Zotti ha ritenuto essenziale l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti gli eletti. Perchè se il ricorso fosse accolto, non solo il sindaco ma pure l’intero consiglio comunale dovrebbe essere rimandanti a casa e le elezioni andrebbero rifatte. Il Tar ha ordinato a Campagnolo di notificare il ricorso a tutti gli eletti entro venti giorni. Inoltre, ha ordinato al dirigente dell’Ufficio Elettorale della Prefettura di acquisire copia dell’esemplare delle liste elettorali utilizzato nelle operazioni di voto dai componenti del seggio "incriminato" e inviato al Tribunale di Padova, nonchè la copia vidimata dalla Commissione Circondariale onde procedere al raffronto.
Il Gazzettino, mercoledì 2 dicembreScrivo con riferimento all’articolo apparso il 14 novembre u.s. alla pagina n. 23 del Gazzettino di Padova. Il titolo, "Elezioni al Tar, il sindaco traballa", ha una autonoma efficacia suggestionante ed è tale da indurre i lettori a ritenere che la mia carica pubblica sia in serio pericolo. La lettura dell’intero articolo mi porta a ritenere che l’autore abbia agito quale cassa di risonanza delle opzioni diffamatorie dei miei avversari politici. Le espressioni dubitative usate nel titolo sono più che eloquenti. Inoltre il testo dell’articolo (mi riferisco in particolare a quanto scritto dall’ultimo capoverso della seconda dell’articolo) fornisce notizie assolutamente false.
Nella sentenza interlocutoria resa dal Tar non si legge in alcuna parte che il ricorso del sig. Campagnolo sia fondato. Anzi, il Tar ha rilevato una macroscopica deficienza nella notifica del ricorso introduttivo che, ex lege, doveva essere notificato fin da subito a tutti i consiglieri eletti ed ha all’evidenza escluso che le conseguenze auspicate dai ricorrenti per l’ipotesi di mancata osservanza di alcune mere formalità possa invalidare il risultato elettorale che mi ha assicurato l’onore di divenire sindaco di Cervarese Santa Croce. Se infatti il Tar avesse ritenuto fondata la costruzione giuridica avversa, non avrebbe di certo ordinato l’acquisizione delle liste depositate presso il Tribunale di Padova per il raffronto con quelle conservate presso la casa comunale. A riprova rilevo che gli incombenti istruttori disposti dal Tar erano stati richiesti da me e dalla amministrazione comunale, costretta a dover sostenere rilevanti costi di difesa legale, costi che, evidentemente, ricadranno su tutti i cittadini di Cervarese Santa Croce. Conoscendo la sentenza del Tar, posso affermare come quanto apparso nell’articolo non corrisponda al vero.
La frase "le motivazioni del ricorso non sono apparse ai giudici amministrativi affatto campate per aria" è evidentemente stata scritta su suggerimento dei ricorrenti desiderosi di gettare discredito ed insinuare dubbi sulla mia persona e sulla mia integrità politica con subdoli espedienti.
*Sindaco di Cervarese Santa Croce
Il sindaco di Cervarese dimostra una scarsa conoscenza dei meccanismi dell’informazione: pensare che un giornalista scriva "su suggerimento" di qualche consigliere comunale è ridicolo, oltre che diffamatorio. Oltretutto, il giornalista in questione non ha il piacere di conoscere nè il sindaco, nè alcun altro esponente politico di Cervarese: si è limitato a riportare quanto deliberato dalla sentenza del Tar del Veneto (sezione Terza) del 10 novembre scorso che ha richiesto l’integrazione della documentazione elettorale non ritenendo - di conseguenza - campato in aria il ricorso. In attesa della decisione finale del Tar, definire "traballante" la situazione è quantomeno oggettivo.
lunedì 31 agosto 2009
Arrivata la quarta sezione a «Le Ginestre»
il mattino di Padova — 31 agosto 2009 pagina 14 sezione: PROVINCIA
CERVARESE. Tutti i bambini iscritti alla scuola d’infanzia Le Ginestre saranno ammessi al prossimo anno scolastico, grazie alla quarta sezione che finalmente è stata assegnata. «Su tre sezioni concesse al Veneto una è andata al nostro Comune - spiega il sindaco Claudio Chiarello - determinante nella decisione il fatto che l’aula per la sezione fosse già disponibile, l’impossibilità dichiarata dalle scuole vicine di accogliere i bambini esclusi da Cervarese e la qualità della struttura scolastica». La vicenda si trascinava da febbraio quando una ventina di famiglie rischiava di non vedere ammessi i propri figlioletti per un esubero delle iscrizioni. Le richieste avanzate dai genitori a sindaco, preside e Regione per creare un’altra sezione non avevano ottenuto risposte certe. Il malcontento era sfociato in striscioni di protesta affissi al cancello della scuola e in una petizione con 964 firme, consegnata a giugno all’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan che però non aveva dato speranze alle famiglie. La soluzione è invece giunta a pochi giorni dall’apertura della scuola, con comprensibile sollievo dei genitori. «Ringrazio l’assessore Donazzan e il consigliere Clodovaldo Ruffato per il lavoro fatto e i genitori che ci sono stati vicini», conclude Chiarello. (Rossella Moretto
venerdì 7 agosto 2009
Scuola d'infanzia Nuova sezione ancora incerta
CERVARESE. Niente fatto per la quarta sezione alla scuola d’infanzia «Le Ginestre» richiesta a gran voce dai genitori di una ventina di bambini per i quali l’iscrizione resta tuttora ancora incerta. «Il preside ha fatto sapere che sezioni aggiuntive per il Veneto non ne sono previste - ha spiegato il sindaco Claudio Chiarello nel corso dell’ultimo consiglio comunale - la nostra volontà è quella di accogliere tutti gli iscritti e di arrivare in un modo o in un altro a formare la nuova sezione». Nell’attesa, verrà acquistato l’arredo necessario (9 mila euro) con una parte dell’avanzo di amministrazione, avanzo che ammonta a 39 mila 952 euro, che servirà anche per sistemare il centro infanzia (5 mila euro), per interventi generali sulle scuole (10 mila 820 euro) e per adibire temporaneamente l’auditorium della scuola media ad aula (4 mila euro). L’assemblea consiliare ha accolto due emendamenti del gruppo di minoranza «Vivere Cervarese» per scegliere i rappresentanti del Consiglio in enti, aziende e istituzioni, se non diversamente previsto, all’interno del consiglio comunale con l’obbligo di relazionare annualmente sull’attività svolta. Il consigliere Giovanni Ceron di «Vivere Cervarese» ha sollecitato «un assestamento di bilancio a fine agosto per reperire subito risorse per i cittadini in stato di necessità». Infine dal 28 luglio scorso, in vista della ristrutturazione della sede municipale, gli uffici comunali sono stati trasferiti nei moduli abitativi che sono stati già collocati accanto all’edificio stesso. (Rossella Moretto)
giovedì 25 giugno 2009
«Ex parrocchiale e scuola media le prime opere»
il mattino di Padova — 25 giugno 2009 pagina 29 sezione: PROVINCIA
giovedì 11 giugno 2009
Nuova urbanizzazione nel nostro Comune: vogliamo pensare anche alla nostra salute?
Non so se la gente del nostro Comune è d'accordo sul tipo di urbanizzazione che si sta attuando (edificando condomini su condomini in ogni frazione, con edifici alti anche quattro piani, come a Fossona) e sull'allargamento, previsto e malcelato, della zona artigianale - industriale a Montemerlo (dalla attuale zona industriale di Teolo - Montemerlo in via Repoise, fino all'IVG di S. Martino?), sottraendo terreno verde all'agricoltura coprendolo di asfalto e capannoni (che non sappiamo nemmeno se poi saranno veramente utilizzati). Non so neppure se la popolazione di Cervarese è a conoscenza di quanto sta accadendo e se è cosciente di quale sarà il futuro della nostra terra, perché per scegliere su un progetto, bisogna almeno essere consapevoli del progetto stesso.
Devo dire che io non sono proprio d'accordo su questo modo di stravolgere il nostro ambiente e sento il dovere, come cittadino e come medico del Comune di Cervarese, di mettere in guardia sulle conseguenze che potrebbero avere sulla nostra vita, sulla nostra salute e su quella dei nostri figli.
Io credo che il bisogno fondamentale delle persone sia quello di essere felici; per qualcuno essere felici significa essere sereni, in armonia con se stessi, con la natura, con gli altri e con Dio; per altri non è così, per altri è più importante fare affari, avere soldi e un benessere materiale ed economico.
Dobbiamo scegliere su cosa vogliamo basare la nostra vita e il nostro futuro in questo Comune. Vogliamo basarlo solo sullo sviluppo economico e sul benessere materiale oppure anche sulla qualità della vita e sulla rete di rapporti sociali e umani che abbiamo, sui valori umani e spirituali che hanno sempre caratterizzato la nostra terra?
Credo che in paesi di campagna e agricoltura come i nostri, l’urbanizzazione eccessiva, la cementificazione e l’asfaltificazione del territorio attraverso una espansione squilibrata delle zone artigianali, solo attraverso l’aumento delle entrate ICI e senza tener conto degli equilibri della natura , sia il modo di progettare un falso sviluppo, di creare degli squilibri a livello ambientale, sociale, familiare e umano.
Penso cioè che questo sia il modo di distruggere il nostro territorio, uno dei più belli, dei più sani e dei più vivibili (finora!) della provincia di Padova. Aumentare ulteriormente capannoni e fabbriche accrescerà il problema dello smaltimento dei rifiuti, incrementerà il traffico pesante e creerà la necessità di nuove strade, che ruberanno altra terra ancora. Procedendo così, nel futuro avremo un paese di campagna con l’inquinamento e il rumore del traffico delle periferie di città e il nostro sguardo non si riposerà più su campi e colline, ma su strade, capannoni, su case fatte come caserme e saremo costretti a vivere affastellati, non salutandoci e non guardandoci neanche più in faccia (sappiamo come è difficile la convivenza nei condomini!).
Credo che la rete di rapporti umani, sociali e solidali che ancora esiste nei nostri paesi sia un bene inestimabile che nessun aumento della ricchezza comunale può compensare e che un eccessivo incremento demografico potrebbe invece imporre nuovi modelli di vita e provocare difficile inserimento, conflittualità e disgregazione sociali, solitudine e nevrosi. Infatti con questo tipo di sviluppo anche la salute fisica e psichica ne avranno delle conseguenze: aumenteranno le nevrosi, i problemi sociali, la droga, la microcriminalità, il bisogno di evadere e le malattie cardiovascolari come l’infarto.
Allora, sviluppo economico e progresso sì, ma a quale prezzo? Al prezzo di diventare una periferia urbana, con tutti i problemi della periferia ma senza nessuno dei vantaggi legati alla vicinanza con la città?
Ed è veramente questo il modo di far diventare il Comune di Cervarese una zona residenziale, una zona cioè dove si sta bene, dove si vive bene, o lo volgiamo far diventare un paese dormitorio, dove il tessuto sociale fatto di solidarietà, di familiarità, di conoscenza personale venga completamente disgregato?
Se alla maggioranza della popolazione del nostro Comune va bene questo tipo di sviluppo e vuole che questo sia il futuro per i nostri figli, sia pure portato avanti questo progetto, ma è giusto che la gente almeno sappia dove stiamo andando e scelga nella consapevolezza delle scelte che fa .
Maggio 2004 - Loris Rossetto, medico di famiglia del Comune di Cervarese S. Croce
martedì 9 giugno 2009
Claudio Chiarello è il nuovo sindaco di Cervarese Santa Croce
Il candidato di “Insieme per Cervarese per le libertà” (38,64%) l’ha spuntata per appena 11 voti su Massimo Campagnolo (38,33%). Loris Rossetto, candidato per “Vivere Cervarese” ha ottenuto il 23,02%. Dopo la proclamazione, avvenuta alle 22.45 nel seggio della frazione di Fossona davanti a una cinquantina di simpatizzanti, il neo primo cittadino ha mantenuto il suo classico aplomb.
Francesco Cavallaro
il mattino di Padova — 09 giugno 2009 pagina 20 sezione: ALTRE
giovedì 4 giugno 2009
Rossetto: urbanistica partecipata
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| Giovedì 4 Giugno 2009, IL GAZZETTINO di Padova |
| Loris Rossetto, 55 anni, è il candidato sindaco della lista “Vivere Cervarese”. Ha affidato ad un blog la presentazione del suo programma. “L’ambiente non deve essere considerato una nicchia o un semplice settore dell’attività comunale – è scritto - da parte nostra proponiamo di creare un unico assessorato allo Sviluppo Sostenibile. Riteniamo indispensabile l’attuazione di un progetto di urbanistica partecipata con i cittadini. In questo senso abbiamo individuato quattro diverse fasi: informazione, consultazione, collaborazione e cogestione. Intendiamo revisionare il Pat. I nuovi edifici e le ristrutturazioni dovranno essere vincolati al risparmio energetico. E all’interno del Pati non verrà aumentata la superficie complessiva attualmente disponibile per le aree artigianali e industriali. Per quanto riguarda il Castello di San Martino è in programma la realizzazione di un ulteriore parcheggio in un’area ecocompatibile”. Capitolo infrastrutture e opere pubbliche. “Non sono necessarie nuove strade, ma piste ciclabili – si legge nel programma -; è in agenda la costruzione di una tensostruttura per la primaria di Fossona. Nella stessa frazione intendiamo rivedere il progetto degli impianti sportivi, individuando una diversa localizzazione dell’area. Proporremo la costituzione di un consiglio comunale dei ragazzi. Rafforzeremo l’assistenza domiciliare”. (fr.ca.) |
venerdì 29 maggio 2009
domenica 10 maggio 2009
giovedì 7 maggio 2009
Il centrosinistra punta su Rossetto Una sfida fra tre candidati a Cervarese

CERVARESE. Anche il centrosinistra ha finalmente indicato ufficialmente il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di giugno. Si tratta di Loris Rossetto, 55 anni, medico di base con ambulatorio a Montemerlo, sposato, 3 figli, consigliere comunale di minoranza nell’amministrazione uscente. «La nostra è una lista civica senza padrini politici a cui rendere conto» attacca subito il neo candidato. Impegnato da sempre nel sociale promette su questo tema una particolare attenzione «Se diventerò sindaco ne assumerò direttamente la delega». Una lista, quella di «Vivere Cervarese-Loris Rossetto sindaco», di rinnovamento «vi sono presenze note, come Giovanni Ceron, Cristiano Lanza e Gianni Gavin già consiglieri comunali, ma anche persone provenienti dal mondo delle associazioni e delle parrocchie» spiega Rossetto. Per ora la presentazione ufficiale è affidata a un semplice volantino, che sarà diffuso nei prossimi giorni, ma è in corso di definizione una serie di appuntamenti con la cittadinanza. E non mancherà la prima sfida: «Proporremo un confronto tra i candidati sindaci» dice Rossetto. Con quest’ultima designazione sono giunti a tre i concorrenti alla fascia tricolore a Cervarese, con il centrodestra che ne schiera due: Massimo Campagnolo per la lista «Cervarese per le Libertà e Lega Nord» e Claudio Chiarello per «Insieme per Cervarese per le Libertà». (Rossella Moretto)
CERVARESE SANTA CROCE. Saranno tre gli aspiranti alla poltrona di sindaco alle elezioni, due per il centrodestra e uno per il centrosinistra. Si è ufficializzata in questo modo l’inattesa spaccatura del fronte del centrodestra che aveva tenuto banco nelle scorse settimane. Il mancato accordo e la successiva divisione, che ha riguardato in particolare Forza Italia, ha infatti prodotto due liste concorrenti che, sino all’ultimo momento, sono state soggette a ritocchi e messe a punto. «Portiamo aria fresca» così Massimo Campagnolo ha presentato la sua lista, apparentata al Carroccio, «Cervarese per la Libertà e Lega Nord». Sposato, 46 anni, due figli, geometra all’Arpav, Campagnolo ha ricoperto la carica di assessore alle Politiche ambientali ed Ecologia e allo Sport nella giunta uscente del cugino Simone Campagnolo. «Cervarese Insieme per la Libertà» schiera invece Claudio Chiarello, 50 anni, ingegnere, sposato, due figli, assessore alle Attività produttive, Bilancio e Tributi, Politiche comunitarie e Informatizzazione, anche lui nell’amministrazione uscente. Una lista, sostenuta da Alleanza Nazionale e dai Popolari liberali di Giovanardi che, come tiene a sottolineare Chiarello «è nata per dare continuità all’amministrazione precedente». Sulle divisioni politiche interne al centrodestra Chiarello preferisce invece glissare «Percorsi paralleli possono capitare. Si tratta di modi diversi di fare politica nel territorio». Il terzo contendente è Loris Rossetto per la lista di centrosinistra «Vivere Cervarese» che, battendo tutti sul tempo, ha già dato il via alla campagna elettorale diffondendo appena possibile volantini e lista dei candidati. Rossetto ha cinquantacinque anni, è sposato, ha due figli e svolge la professione di medico di base, il suo ambulatorio si trova a Montemerlo. Attivamente impegnato nel mondo del sociale e delle parrocchie, è stato consigliere comunale di minoranza, sempre nella giunta uscente di Campagnolo. «La nostra lista civica non ha nessun padrino politico» rivendica con orgoglio Rossetto «quello su cui puntiamo soprattutto è il programma: la trasparenza e la riduzione delle spese dell’amministrazione, un’urbanistica partecipata e attenta all’ambiente e le problematiche sociali». (Rossella Moretto)
martedì 28 aprile 2009
Notiziario comunale novembre 2008
UNA SCELTA PONDERATA? NO, UN SALTO NEL BUIO
Con tre diverse delibere di Consiglio Comunale l’attuale Amministrazione Comunale ha di fatto “ipotecato” il futuro dei rapporti del Comune di Cervo- rese con i Comuni limitrofi.
Il filo conduttore, la logica con la quale sono state prese le decisioni, è quello di ampliare gli attuali poteri del Consorzio di Polizia Municipale e di utilizzarlo per gestire assieme ai Comuni di Selvazzano, Rubano, Mestrino e Veggiano altri servizi pubblici oltre o quello di Polizia Locale.
Le tre delibere di Consiglio sono le seguenti:
Delibera n°36 del 27.09.2007 - “Decentramento delle funzioni catastali ai Comuni ai sensi del DPCM del 14.06.07”
Con questa delibero, in attuazione di quanto previsto dal Governo Prodi per il decentramento delle funzioni esercitate dal Catasto, la maggioranza ha di fatto:
1. affidato la gestione delle funzioni catastali all’Agenzia del Territorio, rinviando la scelta definitiva su cosa fare al luglio del 2009;
2. preso l’impegno di costituire l’esercizio associato delle funzioni catastali con i Comuni attualmente aderenti al Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest
Se il primo punto ci vede d’accordo visti i tempi ristretti e l’impossibilità del nostro Comune ad operare da solo in quanto troppo piccolo; il secondo, cioè la decisione di inserire in delibera l’impegno di valutare il servizio con gli altri comuni de Consorzio, ci ha visti assolutamente contrari in quanto non attentamente valutato e che di fatto isola il nostro Comune rispetto alle scelte di altri Comuni contermini come Teolo, Saccolongo o Rovolon impedendoci di valutare l’ipotesi organizzativa migliore.
• Delibera n°18 del 05.
05.2008 - “Piano di zonizzazione dei servizi associati di Polizia Locale: osservazioni”.
Lo Giunta Regionale del Veneto il 22.01.2008 ha approvato il “Piano di zonizzazione dei servizi associati di polizia locale” invitando tutti i Comuni a proporre eventuali osservazioni. Naturalmente questo piano avrebbe avuto un senso dieci anni fo perché ci sarebbe stata un impulso all’organizzazione e alla razionalizzazione dei servizio di Polizia Locale, ora invece i Comuni si sono già organizzati e i distretti proposti dallo Regione rischiano di non essere accolti dalle varie realtà locali: è incredibile come la maggioranza politica che governa il Veneto dal 1995, dopo tanta demagogia sulla sicurezza, si sia ricordata di fare l’unico atto organizzativo serio solamente nel 2008 !
In questa occasione la maggioranza in Consiglio Comunale ha deciso di chiedere alla Regione Veneto che il Comune di Cervarese sia spostato dal distretto proposto dalla Regione (che ci vedrebbe assieme ai Comuni di Rovolon — Teolo — Torreglia — Abano Terme — Montegrotto Terme — Vo’ Euganeo Cinto Euganeo — Lozzo Atestino — Galzignano Terme e Arqua Petrarca) per essere assegnato al distretto che comprende gli attuali Comuni del Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest oltre ai Comuni di Limena, Villafranca Padovana, Campodoro e Saccolongo.
Il nostro voto contrario è stato motivato dal fatto che la Regione ha proposto distretti operativi troppo estesi: per fare solo un esempio il Comune di Limena ha sicuramente problemi molto diversi rispetto a quelli del nostro Comune. Nell’attuale Consorzio sono emerse difficoltà organizzative con Rubano e Selvazzano perché questi due Comuni hanno problemi territoriali e sociali diversi dai nostri; non basta accontentarsi di avere più vigili per ritenere accettabile che il distretto comprende anche i Comuni di Limena e Campodoro.
Questa era l’occasione per rimette in discussione l’esistente e verificare
l’opportunità di migliorare l’attuale servizio, magari includendo anche il Comune di Saccolongo, ma è sicuramente mancata la volontà politica per fare questo
• Delibera n°19 del 05.05.2008 - “Modifica artt. 4 e 11 della Convenzione per la gestione consorziale del servizio di Polizia Municipale”
Con questa delibero sono stati modificati due articoli della Convenzione con la quale è stato costituito il Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest.
Con la modifica dell’art. ii si è deciso che i proventi derivanti dalle controvvenzioni verranno incassati e gestiti direttamente dal Consorzio senza essere riversati ai vari Comuni, naturalmente il loro importo sarà dedotto dallo quota annua o carico di ogni Comune.
L’articolo 4 “Finalità e scopi”, invece, viene incredibilmente modificato inserendo il seguente punto c) al comma 1:
1. lI Consorzio svolgerà le seguenti funzioni e servizi istituzionali:
o) servizio di polizia municipale nel territorio dei comuni consorziati...
b) servizi a favore di Enti Pubblici non consorziati
c) altri servizi o funzioni nel territorio dei comuni consorziali
Questa proposta era nell’aria da più di un anno ma avevo ovviamente trovato la contrarietà di molti e soprattutto nostra per varie ragioni:
1. non è possibile indicare in una Convenzione la dicitura generico “altri servizi” è opportuno invece elencarli espressamente stabilendo anche le modalità per il calcolo dei relativi costi;
2. nella modifica non è stato stabilito con quali modalità verrà trasferito un nuovo servizio e la relativo ripartizione dei costi;
3. il Consorzio attuale è organizzato in un’ottica di sicurezza (si chioma, appunto, “di Polizia Municipale”), altra cosa invece è organizzare funzioni civili.
A fronte di queste obiezioni l’unico risposta che ci è stata data è che un’analisi approfondito per verificare la natura dei servizi da gestire assieme e la loro modalità di erogazione non avrebbe portato od alcun accordo. Non avevamo dubbi
Noi siamo convinti che le scelte fatte non siano state attentamente valutate, lo nostra impressione è che “si viva alla giornata” senza un disegno strategico complessivo che individui per il futuro il ruolo e i rapporti del Comune di Cervarese con i Comuni limitrofi.
Del resto per renderci conto della situazione basto rispondere a queste semplici domande
- quando questa Amministrazione (o la precedente che è la stesso cosa) ho inteso promuovere uno studio complessivo sui servizi e le funzioni da gestire assieme agli altri Comuni?
- c’è mai stola un’iniziativa politica da parte dei partiti di riferimento dell’Amministrazione Comunale per affrontare questo tema ?
E’ inutile affidarci al Consigliere Regionale di turno per avere il finanziamento per gli impianti sportivi o per far aprire una nuova farmacia (assicurandogli ovviamente un “feudo di voti” per i prossimi anni) se non si affrontano con convinzione e metodo queste sfide.
Da porte nostra non possiamo che riportare quanto scrivevamo nel programma presentato per le elezioni del giugno 2004:
“E’ prioritario secondo noi collaborare con i Comuni che più ci sono vicini territorialmente e simili per composizione demografica, sociale ed economica e cioè i Comuni di Rovolon, Teolo e Saccolongo. Se eletti ci faremo promotori di uno studio di fattibilità per raggiungere un accordo complessivo fra il nostro Comune e quelli sopra elencati per mettere assieme alcune funzioni. .. Questo necessità che noi rileviamo deve necessariamente superare anche le divisioni politiche per raggiungere l’obiettivo di permettere ai Comuni di garantire un’attività più economica, efficace ed efficiente nei confronti dei loro cittadini”.
Il Capogruppo Giovanni Ceron
Notiziario comunale luglio 2007
In questi anni l’attuale Amministrazione Comunale non si è minimamente preoccupata per predisporre altri strumenti di partecipazione e di trasparenza sulla propria attività: la penosa situazione in cui versa il sito internet del Comune di Cervarese S. Croce (sicuramente il meno ricco di informazioni di tutti i Comuni limitrofi) testimonia dell’assoluta mancanza di volontà e di interesse da parte di questa Amministrazione per una informazione completa e trasparente.
Nel Bilancio di Previsione per l’anno 2007 abbiamo presentato un emendamento che vincolava le ulteriori spese previste per il sito internet all’approvazione da parte del Consiglio Comunale di un vero e proprio piano d’azione presentato dall’Assessore competente con l’indicazione di tempi, modalità, risorse e obiettivi che si intendono raggiungere; inutile dire che la nostra proposta è stata respinta.

Alle nostre perplessità poi sul fatto che sul sito internet ci fosse solo l’elenco (tra l’altro, a fine giugno 2007, aggiornato al 2004 !!!) delle delibere di Giunta e Consiglio Comunale e non il testo completo, ci è stata risposto che questa era una decisione della Giunta e che se un cittadino voleva vedere le delibere doveva recarsi in Comune.
Non comprendiamo cosa ci sia da aver paura nel fare conoscere le decisioni della Giunta e del Consiglio Comunale (e magari anche le determina degli uffici comunali), rispettando là dove necessario la privacy delle persone, attraverso uno strumento ormai ritenuto da tutti fondamentale per un rapporto trasparente e per favorire la partecipazione alla vita politica e amministrativa.
Come Gruppo Consigliare di minoranza abbiamo rilanciato la proposto e il 28giugno scorso abbiamo presentato una mozione consigliare che verrà discussa nelle prossime settimane per ottenere:
- l’utilizzo della posta elettronica nelle comunicazioni del Comune con i Consiglieri Comunali (con il conseguente risparmio di carta e tempo)
- l’inserimento nel sito internet delle delibere complete di Giunta e Consiglio Comunale
MA IL P.A.T. E’ UN SO1TOMARINO?
Il Piano di Assetto del Territorio (P.A.T) del nostro Comune (l’ex PRG) somiglia sempre più ad un sottomarino..
Varato un paio d’anni fa, affidando l’incarico all’urbanista per la sua redazione, è “ricomparsa” per lo presentazione ai gruppi e alle associazioni del territorio di quello che sarà l’iter per definire il nuovo assetto urbanistico del nostro Comune.
Nell’aprile dello scorso anno è stato approvato in Giunta il “documento preliminare”, presentato successivamente in Consiglio Comunale, e un anno fa si sono tenuti alcuni incontri tematici presso l’Oratorio a Cervarese.
Poi, più niente.
Su nostro iniziativa nel novembre dello scorso anno il Consiglio Comunale ha esaminato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (che ha ovviamente influenza sul nostro PA.T.) presentando anche un’osservazione (che dovrà essere discussa con la nuova amministrazione di Veggiano) alla Provincia di Padova in merito all’allargamento della strada provinciale che da Mestrino arrivo fino al semaforo di Trambacche.
Poi, più niente.
Dopo sette mesi, il 28giugno scorso abbiamo presentata una richiesta di incontro con il dott. Buggin, urbanista incaricato della redazione del PAT e la domanda che vengano formalmente messe a disposizione dei Consiglieri Comunali tutte le richieste e le proposte dei cittadini, delle associazioni e delle aziende in merito al nuovo Piano.
A noi non interesso essere “il primo Comune del Veneto” nell’iter di preparazione, come va ripetendo l’Amministrazione Comunale quando si parla del PAT: Io cosa è insignificante (e anche difficilmente controllabile...) e non necessariamente può portare ad un buon piano per il futuro urbanistico del nostro territorio
Quello che chiediamo (anche attraverso l’istituzione di una Commissione Urbanistica) è di trovare un metodo condiviso; dopo ci si può anche scontrare (come è giusto) sui contenuti. Va dato Otto all’Amministrazione Comunale di aver promosso una serie di incontri aperti alla partecipazione delle associazioni e dei cittadini, ma Io trasparenza e la partecipazione non possono dipendere esclusivamente da quando il Sindaco o l’Assessore decide di convocare gli incontri.
In merito poi ai “contenuti” del P.A.T., tenendo conto delle esperienze fatte in questi anni ci sentiamo di proporre all’attenzione dei cittadini tre punti “forti” e irrinunciabili:
1. la “sostenibilità ambientale”: il nostro è un territorio “finito” non è possibile sfruttarlo come è stato fatto negli ultimi anni pena la creazione di una vera e propria “periferia”. L’ambiente, la necessità di limitare Io sfruttamento delle risorse, deve essere la priorità del P.A.T., un obiettiva che deve riguardare tutti gli aspetti del nuovo piano: dalle norme tecniche, agli incentivi per le ristrutturazioni, alla valutazione per gli ampliamenti dello aree residenziali ed artigianali - industriali, all’incentivazione dell’utilizzo delle energie rinnovabili, ecc...
2. la “chiarezza delle regole”: l’urbanistico è una materia complicata dove le regole sono troppe, farraginose e contraddittorie, fatte a posta spesso per non essere comprese dai cittadini. Le nuove norme tecniche devono essere, per quanto possibile: poche, chiare e uguali per tutti; le eccezioni devono essere motivate da un interesse pubblico e non solo privato.
3. la “partecipazione dei cittadini”: occorre trovare, là dove è possibile, il modo di coinvolgere le associazioni, i singoli cittadini anche nella fase di attuazione del P.A.T. e del Piano degli Interventi. In questi anni c’è stata scorsa trasparenza da parte dell’Amministrazione Comunale: abbiamo assistito o troppe varianti parziali dove l’unica mezzo di pubblicizzazione è stata l’affissione all’Albo Pretorio.., mentre i più importanti interventi urbanistici previsti o proposti (dall’ampliamento dello zona artigianale - industriale di Montemerlo, all’approvazione della variante per il centro di Montemerlo) sono stati portati all’attenzione della pubblica opinione dal nostro Gruppo Consigliare e per questo siamo stati oggetto anche di attacchi personali sinceramente immotivati.
Notiziario comunale aprile 2004
n può essere considerata come l’edilizia privata, ma dev’essere il più possibile “ PARTECIPATA ” attraverso forme di pubblicità, di consultazione e coinvolgimento della cittadinanza, soprattutto quando si parla di interventi di questa importanza. Ovviamente al momento delle decisioni chi sceglie, assumendosi tutti gli oneri e gli onori, è e dev’essere la maggioranza. - Se non avessimo presentato questa interrogazione e sollevato pubblicamente la vicenda, di questo ipotetico ampliamento quando ne avremmo sentito parlare ? Quando tutto sarebbe stato già deciso, con il Consiglio Comunale costretto a fare la parte del “notaio” di decisioni prese do altri ?
- Sulla cartina consegnataci è segnata una zona di ampliamento, tra l’altro ben definita (con la delimitazione dei lotti e dei parcheggi!). Sappiamo, però, che sono stati contatti altri privati, proprie tari di terreni esterni a quest’area. Ed allora, quale è la reale entità dell’ampliamento previsto?
Notiziario comunale giugno 2002
QUESTA VOLTA PARLIAMO NOI DI
QUELLO CHE ABBIAMO FATTO (O CERCHIAMO DI FARE)
Il Centro d’infanzia
Durante l’approvazione del Bilancio di Previsione per l’anno 2002 abbiamo presentato un emendamento relativo al Centro d’infanzia che l’Amministrazione ha previsto nell’edificio dell’ex Scuole Elementari di Cervarese, ne riportiamo il testo integrale:
“Chiediamo che l’intervento previsto per il Centro d’infanzia venga stralciato dal Programma Annuale delle Opere Pubbliche per il 2002 ed eventualmente rinviato nei prossimi anni.
Le motivazioni di questa richiesta sono:
Come abbiamo già ribadito più volte in passato, per sua natura e per la grandezza demografico del nostro Comune il servizio migliore è sicuramente la costituzione di una “pre-materna” adiacente alla futura scuola materna statale; la “pre-materna” potrebbe accogliere i bambini a partire dai due anni di età. Per la fascia di età da
Con la “controriforma” dello scuola del Ministro Moratti con tutto probabilità dovrà essere ripensata la gestione dei servizi per l’infanzia, tenuto conto del fatto che le nuove disposizioni legislative prevedono l’iscrizione alla scuola dell’infanzia o due anni e mezzo.
Il Centro d’Infanzia che si intende costituire rappresenterebbe un servizio che comunque le famiglie di Cervarese pagherebbero in maniera “salata” tenuto conto anche del questionario diffuso nelle settimane scorse (fino o 900.000 lire mensili escluso la mensa).
Il Comitato digestione della Scuola Mater
no Parrocchiale di Cervarese ha fatto richiesto nello scorso mese di dicembre dei locali per poter garantire un adeguato servizio ai numerosi bambini che risultano iscritti per il prossimo anno scolastico (più di 40). E giusto accogliere questa richiesta tenuto conto dei lunghi tempi di costruzione della scuola materna statale che non dovrebbe partire prima dell’anno scolastico 2004-
Inutile dire che l’emendamento è stato bocciato dallo maggioranza, creando così questa situazione:
la Parrocchia di Cervarese si vede costretta a costruire abbastanza velocemente dei nuovi servizi igienici per far fronte all’aumento delle iscrizioni, accettate, tra l’altro, dopo che l’Amministrazione aveva dato o voce la proprio disponibilità per considerare la richiesta di utilizzo delle ex scuole elementari;
dal punto di vista urbanistico, l’amministrazione il 27settembre
la proposta dello Parrocchia di poter gestire un servizio di pre-materna inviata al Comune più di due anni fa è stato tranquillamente lasciata cadere dall’Amministrazione Comunale con buono pace del principio di sussidiarietà previsto tra gli Elementi Costitutivi del nostro Statuto (Art.5 comma 4 “Il Comune, secondo i/principio di sussidiarietà orizzontale, nella realizzazione dei servizi di pubblica utilità, privilegia le attività dei cittadini e delle formazioni sociali che ne sono espressione”).
Gli impianti sportivi a Fossona
Non sappiamo quanto ci costeranno complessivamente, sappiamo dove l’Amministrazione ha intenzione di farli e il posto, dal punto di vista urbanistico, non ci piace e in Consiglio Comunale l’abbiamo già detto e scritto presentando un emendamento. Sappiamo però due cose:
che al momento in cui scriviamo questo articolo (primi di giugno) l’Amministrazione deve ancora presentare in Consiglio Comunale la variante al PRG che interessi lo nuova zona previsto, considerato che l’attuale Piano Regolatore prevede l’ampliamento degli impianti che si trovano dietro la Chiesa Parrocchiale di Fossona;
che il solo costo del terreno (E 464.812 — cioè 900 milioni) do acquistare tramite la contrazione di un mutuo, rischia di far inasprire ulteriormente la pressione fiscale (già ampiamente aumentata in questi tre anni) visto che il Bilancio Pluriennale 2002-2004 approvato da questo maggioranza il 19 febbraio scorso prevede per il prossimo anno il raddoppio del gettito per l’addizionale IRPEF e siccome difficilmente i redditi di tutti noi raddoppieranno nel prossimo anno allora è certo che ad aumentare sarà l’addizionale, passando dallo 0,2 allo 0,4%.
Naturalmente prima del prossimo anno c’è ancora tempo per cambiare idea e soprattutto bilancio...
Per quel che ci riguarda la nostra proposta è quella di prevedere gli impianti nell’attuale area prevista dal PRG e di considerare l’opera nel suo complesso con una progettazione complessiva che permetta a tutti di capire quanti soldi si spenderanno. Non possiamo quindi che essere contrari allo volontà dello maggioranza che ci dice “intanto acquistiamo il terreno, poi si vedrà..
Ex Parrocchiale di Cervarese: una piccola grande vittoria
Ci avevamo provato un paio d’anni fa in occasione dell’approvazione del Bilancia di Previsione per l’anno 2002, presentando un emendamento che purtroppo per scadenza dei termini non è stato discusso. Siamo “ritornati alla carica” il 27 marzo scorso depositando in Comune una mozione per il recupero dell’ex chiesa parrocchiale di Cervarese e finalmente siamo riusciti ad ottenere qualcosa.
1114 maggio scorso il Consiglio Comunale ho approvato una mozione che impegno l’Amministrazione comunale ad erogare un contributo su richiesta della Parrocchia di Cervarese per la predisposizione di un progetto per il recupero statico dell’edificio. In realtà la nostra proposta prevedevo un impegno più articolato e certo da porte del Comune (la firma di una Convenzione con la Parrocchia, l’erogazione di un contributo per lo svolgimento dei lavori, l’indizione di un concorso per la presentazione di progetti per il recupero dell’ex parrocchiale) ma, purtroppo, questo maggioranza ho deciso di impegnarsi per il minimo indispensabile . Non è tanto ma è sempre meglio del niente di questi anni. A noi resta la soddisfazione di aver insistito sulla proposta di un interessamento da parte del Comune per il recupero di questo edificio che riveste sicuramente un’importanza “pubblica” per i motivi che si possono ben comprendere; siamo certi che se non avessimo presentato la mozione che poi è stata discussa in Consiglio Comunale difficilmente questa maggioranza avrebbe affrontato la questione.
Adesso, comunque, siamo solo all’inizio, nel caso in cui la Parrocchia riuscisse od ottenere contributi regionali o di altri enti per la ristrutturazione dell’ex parrocchiale il Comune di Cervarese non potrà non essere coinvolto in quest’opera e certamente noi saremo pronti a riportare l’argomento in Consiglio Comunale.
I Consiglieri del Gruppo “Vivere Cervarese”
Giovanni Ceron e Cristiano Lanza
Notiziario comunale giugno 2001
Probabilmente, quando uscirà questo articolo il Consiglio Comunale avrà già discusso o si appresterà discutere questa ulteriore variante.
Noi non condividiamo questo metodo di gestione per quanto riguarda la politica edilizia ed urbanistica in generale, e come abbiamo sempre fatto sui singoli punti presentati in Consiglio Comunale, esprimeremo le nostre opinioni e, se del caso, presenteremo i nostri emendamenti. Vogliamo evidenziare, inoltre, alcune questioni per noi molto importanti:
1. L’interesse pubblico non è e non può essere la somma di tanti piccoli o grandi interessi privati (.anche se magari legittimi). La volontà pubblica discende da politiche di governo del territorio, condivisibili o meno, ma in ogni caso politiche, cioè progetti, ampie e visioni a lungo termine.
2. La continua modifica degli articoli sia del Regolamento Edilizie sia delle Norme Tecniche di Attuazione rischia di far perdere significato all’impianto complessivo del PRG solo per venire incontro ad esigenze parziali.
3. Accogliere richieste di singoli privati, come è già stato fatto, quasi come si fosse in presenza di un’urbanistica “self-service” (Cosa ti serve? Vediamo se si può fare...) rischia di creare disparità tra cittadini. Possiamo essere sicuri che tutti hanno avuto eguale libertà in questi mesi -per proporre le loro richieste? Quale è stato il metodo seguito per raccogliere le richieste dei cittadini?
4. Ad appena un anno dall’approvazione della variante generale, che ha avuto un preciso e lungo iter di approvazione e che è stata ampiamente pubblicizzata e discussa all’interno del nostro territorio, è proprio necessario per l’interesse collettivo del nostro Comune riproporre una serie di varianti parziali che di fatto realizzano un’ulteriore variante generale?
Alcune delle modifiche apportate fino ad oggi, sicuramente le più importanti, rispondono ad un’idea di fondo che è quella di consentire di edificare fino all’ultimo metro cubo disponibile del PRG.

Questa volontà edificatoria è perseguita in maniere sistematica dall’attuale Amministrazione anche per quanto riguarda l’approvazione dei nuovi Piani di Lottizzazione, senza preoccuparsi di andare in deroga (seppur consentita) per quanto riguarda le altezze degli edifici, come è successo per il cosiddetto ‘Piano di Recupero San Martino”, o accettare di approvare una pessima viabilità residenziale come è successo per il “Villaggio della Luna” a Fossona.
Da parte nostra facciamo notare che:
• in sede di approvazione,, la stessa Giunta Regionale ha ammesso che il
PRG è sovradimensionato rispetto alle reali esigenze del paese;
• il PRG ha una struttura complessiva
fatta di possibilità edificatoria, ma anche di norme che la regolano e qualche volta la limitano in quelle zone dove è necessario limitarla. La gestione del territorio dev’essere vista in un’ottica complessiva e non quasi esclusivamente rivolta a cercare i “metri quadri e metri cubi” edifica- bili:
IL NOSTRO SITO INTERNET
Da) 4 aprile scorso, dopo un periodo di prova e assestamento, è attivo il nostro sito Internet all’indirizzo www,viverecervarese.it
I sito costituisce sicuramente una delle prime esperienze sul nostro territorio e nei comuni limitrofi, se non la prima in assoluto, di utilizzo di Internet da parte di una lista civica comunale.
Le motivazioni che ci hanno spinto a costruire questo strumento sono soprattutto due:
• rendere conto della nostra attività e quindi informare il più possibile i cittadini sulle nostre iniziative, dentro e fuori il Consiglio Comunale;
• realizzare un punto di riferimento culturale e politico, anche se piccolo e con tutti i suoi limiti, non solo per li nostro Comune ma anche per i Comuni limitrofi. Siamo ancora nella fase di avvio e il sito non è certamente “professionale” come tanti altri e sicuramente nei prossimi mesi subirà ulteriori modifiche.
Vi invitiamo a visitarlo e a scriverci per dirci come la pensate.
Giovanni Ceron e Cristiano Lanza
giovedì 23 aprile 2009
Cervarese: centrodestra diviso sul candidato
E’ spaccatura nel centrodestra sul nome di chi dovrà concorrere alla carica di primo cittadino nelle prossime elezioni. A contendersi la palma della candidatura gli assessori uscenti Massimo Campagnolo e Claudio Chiarello. Tra i nominati anche il vicesindaco Mario Greggio, che però smentisce, e l’assessore Maria Giovanna Ortolani che si trincera dietro un no comment. Intanto i consiglieri della lista civica Vivere Cervarese Loris Rossetto, Cristiano Lanza, Gianni Gavin e il capogruppo Giovanni Ceron hanno presentato il loro programma incentrato su sociale, scuola, efficienza amministrativa e ambiente. «Tra le spese da bloccare per poter rispettare il patto di stabilità l’amministrazione aveva inserito il contributo all’ istituto comprensivo e il sostentamento economico alle famiglie disagiate. Con due emendamenti le abbiamo recuperate bloccandone altre, come le indennità di sindaco, consiglieri e assessori. Il nostro progetto “Anziani nel futuro” prevede la realizzazione, con altri comuni vicini, di un centro tripartito:diurno per i pasti e la socializzazione; residenziale con accesso ai servizi del diurno; per soggetti non autosufficienti». Necessario poi snellire l’amministrazione. «Sei assessori sono troppi ne bastano quattro – continua Ceron – il presidente del consiglio comunale non deve essere il sindaco ma va eletto all’interno dei consiglieri comunali e bisogna mettere a profitto la figura del segretario comunale che di fatto si limita a redigere i verbali delle delibere. Deve iniziare a dare pareri motiva ti su proposte di Giunta e seguire l’attuazione della normativa nazionale e regionale». Per l’ambiente «Bisogna creare un assessorato allo Sviluppo Sostenibile che riunisca ambiente, urbanistica, edilizia privata e infrastrutture; prevedere alle scuole medie un impianto fotovoltaico e di ristrutturare il municipio secondo canoni di risparmio energetico. Con lo strumento della cessione del credito e facile rientrare dalle spese».
(Rossella Moretto)


