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martedì 28 aprile 2009

Notiziario comunale novembre 2008

UNA SCELTA PONDERATA? NO, UN SALTO NEL BUIO

Con tre diverse delibere di Consiglio Comunale l’attuale Amministrazione Comunale ha di fatto “ipotecato” il futuro dei rapporti del Comune di Cervo- rese con i Comuni limitrofi.

Il filo conduttore, la logica con la quale sono state prese le decisioni, è quello di ampliare gli attuali poteri del Consorzio di Polizia Municipale e di utilizzarlo per gestire assieme ai Comuni di Selvazzano, Rubano, Mestrino e Veggiano altri servizi pubblici oltre o quello di Polizia Locale.

Le tre delibere di Consiglio sono le seguenti:

Delibera n°36 del 27.09.2007 - “Decentramento delle funzioni catastali ai Comuni ai sensi del DPCM del 14.06.07”

Con questa delibero, in attuazione di quanto previsto dal Governo Prodi per il decentramento delle funzioni esercitate dal Catasto, la maggioranza ha di fatto:

1. affidato la gestione delle funzioni catastali all’Agenzia del Territorio, rinviando la scelta definitiva su cosa fare al luglio del 2009;

2. preso l’impegno di costituire l’esercizio associato delle funzioni catastali con i Comuni attualmente aderenti al Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest

Se il primo punto ci vede d’accordo visti i tempi ristretti e l’impossibilità del nostro Comune ad operare da solo in quanto troppo piccolo; il secondo, cioè la decisione di inserire in delibera l’impegno di valutare il servizio con gli altri comuni de Consorzio, ci ha visti assolutamente contrari in quanto non attentamente valutato e che di fatto isola il nostro Comune rispetto alle scelte di altri Comuni contermini come Teolo, Saccolongo o Rovolon impedendoci di valutare l’ipotesi organizzativa migliore.

• Delibera n°18 del 05.05.2008 - “Piano di zonizzazione dei servizi associati di Polizia Locale: osservazioni”.

Lo Giunta Regionale del Veneto il 22.01.2008 ha approvato il “Piano di zonizzazione dei servizi associati di polizia locale” invitando tutti i Comuni a proporre eventuali osservazioni. Naturalmente questo piano avrebbe avuto un senso dieci anni fo perché ci sarebbe stata un impulso all’organizzazione e alla razionalizzazione dei servizio di Polizia Locale, ora invece i Comuni si sono già organizzati e i distretti proposti dallo Regione rischiano di non essere accolti dalle varie realtà locali: è incredibile come la maggioranza politica che governa il Veneto dal 1995, dopo tanta demagogia sulla sicurezza, si sia ricordata di fare l’unico atto organizzativo serio solamente nel 2008 !

In questa occasione la maggioranza in Consiglio Comunale ha deciso di chiedere alla Regione Veneto che il Comune di Cervarese sia spostato dal distretto proposto dalla Regione (che ci vedrebbe assieme ai Comuni di Rovolon — Teolo — Torreglia — Abano Terme — Montegrotto Terme — Vo’ Euganeo Cinto Euganeo — Lozzo Atestino — Galzignano Terme e Arqua Petrarca) per essere assegnato al distretto che comprende gli attuali Comuni del Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest oltre ai Comuni di Limena, Villafranca Padovana, Campodoro e Saccolongo.

Il nostro voto contrario è stato motivato dal fatto che la Regione ha proposto distretti operativi troppo estesi: per fare solo un esempio il Comune di Limena ha sicuramente problemi molto diversi rispetto a quelli del nostro Comune. Nell’attuale Consorzio sono emerse difficoltà organizzative con Rubano e Selvazzano perché questi due Comuni hanno problemi territoriali e sociali diversi dai nostri; non basta accontentarsi di avere più vigili per ritenere accettabile che il distretto comprende anche i Comuni di Limena e Campodoro.

Questa era l’occasione per rimette in discussione l’esistente e verificare

l’opportunità di migliorare l’attuale servizio, magari includendo anche il Comune di Saccolongo, ma è sicuramente mancata la volontà politica per fare questo

• Delibera n°19 del 05.05.2008 - “Modifica artt. 4 e 11 della Convenzione per la gestione consorziale del servizio di Polizia Municipale”

Con questa delibero sono stati modificati due articoli della Convenzione con la quale è stato costituito il Consorzio di Polizia Municipale Padova Ovest.

Con la modifica dell’art. ii si è deciso che i proventi derivanti dalle controvvenzioni verranno incassati e gestiti direttamente dal Consorzio senza essere riversati ai vari Comuni, naturalmente il loro importo sarà dedotto dallo quota annua o carico di ogni Comune.

L’articolo 4 “Finalità e scopi”, invece, viene incredibilmente modificato inserendo il seguente punto c) al comma 1:

1. lI Consorzio svolgerà le seguenti funzioni e servizi istituzionali:

o) servizio di polizia municipale nel territorio dei comuni consorziati...

b) servizi a favore di Enti Pubblici non consorziati

c) altri servizi o funzioni nel territorio dei comuni consorziali

Questa proposta era nell’aria da più di un anno ma avevo ovviamente trovato la contrarietà di molti e soprattutto nostra per varie ragioni:

1. non è possibile indicare in una Convenzione la dicitura generico “altri servizi” è opportuno invece elencarli espressamente stabilendo anche le modalità per il calcolo dei relativi costi;

2. nella modifica non è stato stabilito con quali modalità verrà trasferito un nuovo servizio e la relativo ripartizione dei costi;

3. il Consorzio attuale è organizzato in un’ottica di sicurezza (si chioma, appunto, “di Polizia Municipale”), altra cosa invece è organizzare funzioni civili.

A fronte di queste obiezioni l’unico risposta che ci è stata data è che un’analisi approfondito per verificare la natura dei servizi da gestire assieme e la loro modalità di erogazione non avrebbe portato od alcun accordo. Non avevamo dubbi

Noi siamo convinti che le scelte fatte non siano state attentamente valutate, lo nostra impressione è che “si viva alla giornata” senza un disegno strategico complessivo che individui per il futuro il ruolo e i rapporti del Comune di Cervarese con i Comuni limitrofi.

Del resto per renderci conto della situazione basto rispondere a queste semplici domande

- quando questa Amministrazione (o la precedente che è la stesso cosa) ho inteso promuovere uno studio complessivo sui servizi e le funzioni da gestire assieme agli altri Comuni?

- c’è mai stola un’iniziativa politica da parte dei partiti di riferimento dell’Amministrazione Comunale per affrontare questo tema ?

E’ inutile affidarci al Consigliere Regionale di turno per avere il finanziamento per gli impianti sportivi o per far aprire una nuova farmacia (assicurandogli ovviamente un “feudo di voti” per i prossimi anni) se non si affrontano con convinzione e metodo queste sfide.

Da porte nostra non possiamo che riportare quanto scrivevamo nel programma presentato per le elezioni del giugno 2004:

“E’ prioritario secondo noi collaborare con i Comuni che più ci sono vicini territorialmente e simili per composizione demografica, sociale ed economica e cioè i Comuni di Rovolon, Teolo e Saccolongo. Se eletti ci faremo promotori di uno studio di fattibilità per raggiungere un accordo complessivo fra il nostro Comune e quelli sopra elencati per mettere assieme alcune funzioni. .. Questo necessità che noi rileviamo deve necessariamente superare anche le divisioni politiche per raggiungere l’obiettivo di permettere ai Comuni di garantire un’attività più economica, efficace ed efficiente nei confronti dei loro cittadini”.

Il Capogruppo Giovanni Ceron

Notiziario comunale luglio 2007

A CHI CONVIENE LA MANCANZA Dl INFORMAZIONE?

Questo notiziario comunale esce dopo più di tre anni dall’ultimo notiziario arrivato nelle case dei cittadini un mese prima della compagna elettorale per le elezioni comunali del 2004. Quasi 40 mesi senza uno strumento di informazione che, con i suoi limiti, costituisce comunque l’unica risorsa a disposizione dei cittadini e anche l’unico spazio dove è presente un minimo di dibattito politico attraverso gli articoli dei gruppi consiliari.
In questi anni l’attuale Amministrazione Comunale non si è minimamente preoccupata per predisporre altri strumenti di partecipazione e di trasparenza sulla propria attività: la penosa situazione in cui versa il sito internet del Comune di Cervarese S. Croce (sicuramente il meno ricco di informazioni di tutti i Comuni limitrofi) testimonia dell’assoluta mancanza di volontà e di interesse da parte di questa Amministrazione per una informazione completa e trasparente.
Nel Bilancio di Previsione per l’anno 2007 abbiamo presentato un emendamento che vincolava le ulteriori spese previste per il sito internet all’approvazione da parte del Consiglio Comunale di un vero e proprio piano d’azione presentato dall’Assessore competente con l’indicazione di tempi, modalità, risorse e obiettivi che si intendono raggiungere; inutile dire che la nostra proposta è stata respinta.
Alle nostre perplessità poi sul fatto che sul sito internet ci fosse solo l’elenco (tra l’altro, a fine giugno 2007, aggiornato al 2004 !!!) delle delibere di Giunta e Consiglio Comunale e non il testo completo, ci è stata risposto che questa era una decisione della Giunta e che se un cittadino voleva vedere le delibere doveva recarsi in Comune.
Non comprendiamo cosa ci sia da aver paura nel fare conoscere le decisioni della Giunta e del Consiglio Comunale (e magari anche le determina degli uffici comunali), rispettando là dove necessario la privacy delle persone, attraverso uno strumento ormai ritenuto da tutti fondamentale per un rapporto trasparente e per favorire la partecipazione alla vita politica e amministrativa.
Come Gruppo Consigliare di minoranza abbiamo rilanciato la proposto e il 28giugno scorso abbiamo presentato una mozione consigliare che verrà discussa nelle prossime settimane per ottenere:
- l’utilizzo della posta elettronica nelle comunicazioni del Comune con i Consiglieri Comunali (con il conseguente risparmio di carta e tempo)
- l’inserimento nel sito internet delle delibere complete di Giunta e Consiglio Comunale

MA IL P.A.T. E’ UN SO1TOMARINO?
Il Piano di Assetto del Territorio (P.A.T) del nostro Comune (l’ex PRG) somiglia sempre più ad un sottomarino..
Varato un paio d’anni fa, affidando l’incarico all’urbanista per la sua redazione, è “ricomparsa” per lo presentazione ai gruppi e alle associazioni del territorio di quello che sarà l’iter per definire il nuovo assetto urbanistico del nostro Comune.
Nell’aprile dello scorso anno è stato approvato in Giunta il “documento preliminare”, presentato successivamente in Consiglio Comunale, e un anno fa si sono tenuti alcuni incontri tematici presso l’Oratorio a Cervarese.
Poi, più niente.
Su nostro iniziativa nel novembre dello scorso anno il Consiglio Comunale ha esaminato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (che ha ovviamente influenza sul nostro PA.T.) presentando anche un’osservazione (che dovrà essere discussa con la nuova amministrazione di Veggiano) alla Provincia di Padova in merito all’allargamento della strada provinciale che da Mestrino arrivo fino al semaforo di Trambacche.
Poi, più niente.
Dopo sette mesi, il 28giugno scorso abbiamo presentata una richiesta di incontro con il dott. Buggin, urbanista incaricato della redazione del PAT e la domanda che vengano formalmente messe a disposizione dei Consiglieri Comunali tutte le richieste e le proposte dei cittadini, delle associazioni e delle aziende in merito al nuovo Piano.
A noi non interesso essere “il primo Comune del Veneto” nell’iter di preparazione, come va ripetendo l’Amministrazione Comunale quando si parla del PAT: Io cosa è insignificante (e anche difficilmente controllabile...) e non necessariamente può portare ad un buon piano per il futuro urbanistico del nostro territorio
Quello che chiediamo (anche attraverso l’istituzione di una Commissione Urbanistica) è di trovare un metodo condiviso; dopo ci si può anche scontrare (come è giusto) sui contenuti. Va dato Otto all’Amministrazione Comunale di aver promosso una serie di incontri aperti alla partecipazione delle associazioni e dei cittadini, ma Io trasparenza e la partecipazione non possono dipendere esclusivamente da quando il Sindaco o l’Assessore decide di convocare gli incontri.
In merito poi ai “contenuti” del P.A.T., tenendo conto delle esperienze fatte in questi anni ci sentiamo di proporre all’attenzione dei cittadini tre punti “forti” e irrinunciabili:
1. la “sostenibilità ambientale”: il nostro è un territorio “finito” non è possibile sfruttarlo come è stato fatto negli ultimi anni pena la creazione di una vera e propria “periferia”. L’ambiente, la necessità di limitare Io sfruttamento delle risorse, deve essere la priorità del P.A.T., un obiettiva che deve riguardare tutti gli aspetti del nuovo piano: dalle norme tecniche, agli incentivi per le ristrutturazioni, alla valutazione per gli ampliamenti dello aree residenziali ed artigianali - industriali, all’incentivazione dell’utilizzo delle energie rinnovabili, ecc...
2. la “chiarezza delle regole”: l’urbanistico è una materia complicata dove le regole sono troppe, farraginose e contraddittorie, fatte a posta spesso per non essere comprese dai cittadini. Le nuove norme tecniche devono essere, per quanto possibile: poche, chiare e uguali per tutti; le eccezioni devono essere motivate da un interesse pubblico e non solo privato.
3. la “partecipazione dei cittadini”: occorre trovare, là dove è possibile, il modo di coinvolgere le associazioni, i singoli cittadini anche nella fase di attuazione del P.A.T. e del Piano degli Interventi. In questi anni c’è stata scorsa trasparenza da parte dell’Amministrazione Comunale: abbiamo assistito o troppe varianti parziali dove l’unica mezzo di pubblicizzazione è stata l’affissione all’Albo Pretorio.., mentre i più importanti interventi urbanistici previsti o proposti (dall’ampliamento dello zona artigianale - industriale di Montemerlo, all’approvazione della variante per il centro di Montemerlo) sono stati portati all’attenzione della pubblica opinione dal nostro Gruppo Consigliare e per questo siamo stati oggetto anche di attacchi personali sinceramente immotivati.
Il Capogruppo Giovanni Ceron

Notiziario comunale aprile 2004

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AMPLIAMENTO DELLA ZONA ARTIGIANALE-INDUSTRIALE
A MONTEMERLO?

TRE COSE CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE POTEVA
FARE E NON HA FATTO
In merito alla discussione avvenuta in Consiglio Comunale sulla nostra interrogazione relativa all’ipotesi di ampliamento della zona artigianale - industriale a Montemerlo, la “notizia” più importante non è certamente quella che il nostro Gruppo Consigliare ha “attaccato l’Amministrazione” ma è, invece, quella dell’assoluta mancanza di trasparenza in tutta questa vicenda.
Tre erano, e lo sono ancora, le cose che l’Amministrazione poteva fare e non ha fatto:
1 Noi contestiamo all’Amministrazione Comunale di non aver saputo coinvolgere in modo imparziale tutti i cittadini interessati dall’ipotetico ampliamento.
Dopo i contatti con l’UPA e UNINDUSTRIA, che ovviamente pro- muovono gli interessi dei propri associati, e dopo aver individuata la zona di espansione (perché l’area, diversamente da quanto dichiarato dalla Giunta, è stata sicuramente individuata , forse non ancora “definita” vista la cartina allegata alla risposta) l’Amministrazione Comunale non si è per niente preoccupata di convocare i proprietari dei terreni per illustrare scopo, tempi e metodi dell’iniziativa. Sicuramente non tutti i cittadini coinvolti in questa vicenda hanno avuto EGUALE LIBERTA ’ di poter promuovere i propri interessi o difendere i propri diritti. E’ inconcepibile che i proprietari delle aree siano stati “contattati” direttamente da altri privati per sapere degli intendimenti dell’Amministrazione Comunale;
2 Siamo fermamente convinti, e nel futuro porteremo avanti questo obiettivo, che la creazione o l’allargamento di aree artigianali- industriali, soprattutto per interventi di questa portata, deve necessariamente essere COORDINATA CON I COMUNI
LIMITROFI e non più a livello solamente comunale, se non addirittura per singola frazione così come ha fatto intendere il Sindaco durante il dibattito in Consiglio Comunale. Ora è evidente che questa Amministrazione non ha attivato nessun tavolo di concertazione chiesto invece espressamente dall’UPA e da UNINDUSTRIA nella loro lettera del 30.09.03; non si è minimamente interessata di coinvolgere le Amministrazioni dei Comuni Rovolon, Teolo, Saccolongo, ecc, per trovare una soluzione la più possibile condivisa da tutti, mettendo a frutto quelle che sono già le aree disponibili per insediamenti artigianali - industriali ( a Fossona, l’area ai confini tra i Comuni di Cervarese e Veggiano, il nuovo ampliamento nel Comune di Teolo, ecc.);
3 Mai come adesso si sente l’esigenza di condividere le scelte di politica urbanistica più importanti; l’urbanistica non può essere considerata come l’edilizia privata, ma dev’essere il più possibile “ PARTECIPATA ” attraverso forme di pubblicità, di consultazione e coinvolgimento della cittadinanza, soprattutto quando si parla di interventi di questa importanza. Ovviamente al momento delle decisioni chi sceglie, assumendosi tutti gli oneri e gli onori, è e dev’essere la maggioranza.
In questa vicenda, invece, l’Amministrazione non ha nemmeno ritenuto, dopo più di un anno , di informare il Consiglio Comunale su quello che stava accadendo ed è inconcepibile che per mesi si siano sentite le voci più disparate a Montemerlo in merito all’ampliamento della zona artigianale - industriale. Tutti sapevano ma non c’era nulla di ufficiale!
Per finire ci poniamo due domande:
  • Se non avessimo presentato questa interrogazione e sollevato pubblicamente la vicenda, di questo ipotetico ampliamento quando ne avremmo sentito parlare ? Quando tutto sarebbe stato già deciso, con il Consiglio Comunale costretto a fare la parte del “notaio” di decisioni prese do altri ?
  • Sulla cartina consegnataci è segnata una zona di ampliamento, tra l’altro ben definita (con la delimitazione dei lotti e dei parcheggi!). Sappiamo, però, che sono stati contatti altri privati, proprie tari di terreni esterni a quest’area. Ed allora, quale è la reale entità dell’ampliamento previsto?
I Consiglieri del Gruppo “Vivere Cervarese”
Giovanni Ceron e Cristiano Lanza

Notiziario comunale giugno 2002

QUESTA VOLTA PARLIAMO NOI DI


QUELLO CHE ABBIAMO FATTO (O CERCHIAMO DI FARE)


Il Centro d’infanzia

Durante l’approvazione del Bilancio di Previsione per l’anno 2002 abbiamo presentato un emendamento relativo al Centro d’infanzia che l’Amministrazione ha previsto nell’edificio dell’ex Scuole Elementari di Cervarese, ne riportiamo il testo integrale:

“Chiediamo che l’intervento previsto per il Centro d’infanzia venga stralciato dal Programma Annuale delle Opere Pubbliche per il 2002 ed eventualmente rinviato nei prossimi anni.

Le motivazioni di questa richiesta sono:

Come abbiamo già ribadito più volte in passato, per sua natura e per la grandezza demografico del nostro Comune il servizio migliore è sicuramente la costituzione di una “pre-materna” adiacente alla futura scuola materna statale; la “pre-materna” potrebbe accogliere i bambini a partire dai due anni di età. Per la fascia di età da 0 a 2 anni è opportuno organizzare un servizio di asilo nido con gli altri Comuni del Distretto dell’USL 16, sia per avere un bacino d’utenza adeguato, sia per affrontare gli ingenti costi di costruzione e gestione.

Con la “controriforma” dello scuola del Ministro Moratti con tutto probabilità dovrà essere ripensata la gestione dei servizi per l’infanzia, tenuto conto del fatto che le nuove disposizioni legislative prevedono l’iscrizione alla scuola dell’infanzia o due anni e mezzo.

Il Centro d’Infanzia che si intende costituire rappresenterebbe un servizio che comunque le famiglie di Cervarese pagherebbero in maniera “salata” tenuto conto anche del questionario diffuso nelle settimane scorse (fino o 900.000 lire mensili escluso la mensa).

Il Comitato digestione della Scuola Materno Parrocchiale di Cervarese ha fatto richiesto nello scorso mese di dicembre dei locali per poter garantire un adeguato servizio ai numerosi bambini che risultano iscritti per il prossimo anno scolastico (più di 40). E giusto accogliere questa richiesta tenuto conto dei lunghi tempi di costruzione della scuola materna statale che non dovrebbe partire prima dell’anno scolastico 2004-2005.”

Inutile dire che l’emendamento è stato bocciato dallo maggioranza, creando così questa situazione:

la Parrocchia di Cervarese si vede costretta a costruire abbastanza velocemente dei nuovi servizi igienici per far fronte all’aumento delle iscrizioni, accettate, tra l’altro, dopo che l’Amministrazione aveva dato o voce la proprio disponibilità per considerare la richiesta di utilizzo delle ex scuole elementari;

dal punto di vista urbanistico, l’amministrazione il 27settembre 2001 ha trasformato in zona residenziale l’edificio delle ex Scuole elementari e l’adiacente terreno che ospito il parco giochi dello Scuola Materno Parrocchiale. 1120 giugno scorso lo maggioranza è ovviamente ritornata sui suoi passi (quando si dice la coerenza...) e ho riproposto in Consiglio Comunale la destinazione a servizi pubblici dell’area (che è quello che noi avevamo chiesto invano lo scorso anno). Tutti questi cambiamenti hanno portato ad un unico risultato: far pagare per circa un anno alla Parrocchia di Cervarese l’ICI sul campetto dove giocano i bambini della scuola materna;

la proposta dello Parrocchia di poter gestire un servizio di pre-materna inviata al Comune più di due anni fa è stato tranquillamente lasciata cadere dall’Amministrazione Comunale con buono pace del principio di sussidiarietà previsto tra gli Elementi Costitutivi del nostro Statuto (Art.5 comma 4 “Il Comune, secondo i/principio di sussidiarietà orizzontale, nella realizzazione dei servizi di pubblica utilità, privilegia le attività dei cittadini e delle formazioni sociali che ne sono espressione”).

Gli impianti sportivi a Fossona

Non sappiamo quanto ci costeranno complessivamente, sappiamo dove l’Amministrazione ha intenzione di farli e il posto, dal punto di vista urbanistico, non ci piace e in Consiglio Comunale l’abbiamo già detto e scritto presentando un emendamento. Sappiamo però due cose:

che al momento in cui scriviamo questo articolo (primi di giugno) l’Amministrazione deve ancora presentare in Consiglio Comunale la variante al PRG che interessi lo nuova zona previsto, considerato che l’attuale Piano Regolatore prevede l’ampliamento degli impianti che si trovano dietro la Chiesa Parrocchiale di Fossona;

che il solo costo del terreno (E 464.812 — cioè 900 milioni) do acquistare tramite la contrazione di un mutuo, rischia di far inasprire ulteriormente la pressione fiscale (già ampiamente aumentata in questi tre anni) visto che il Bilancio Pluriennale 2002-2004 approvato da questo maggioranza il 19 febbraio scorso prevede per il prossimo anno il raddoppio del gettito per l’addizionale IRPEF e siccome difficilmente i redditi di tutti noi raddoppieranno nel prossimo anno allora è certo che ad aumentare sarà l’addizionale, passando dallo 0,2 allo 0,4%.

Naturalmente prima del prossimo anno c’è ancora tempo per cambiare idea e soprattutto bilancio...

Per quel che ci riguarda la nostra proposta è quella di prevedere gli impianti nell’attuale area prevista dal PRG e di considerare l’opera nel suo complesso con una progettazione complessiva che permetta a tutti di capire quanti soldi si spenderanno. Non possiamo quindi che essere contrari allo volontà dello maggioranza che ci dice “intanto acquistiamo il terreno, poi si vedrà..

Ex Parrocchiale di Cervarese: una piccola grande vittoria

Ci avevamo provato un paio d’anni fa in occasione dell’approvazione del Bilancia di Previsione per l’anno 2002, presentando un emendamento che purtroppo per scadenza dei termini non è stato discusso. Siamo “ritornati alla carica” il 27 marzo scorso depositando in Comune una mozione per il recupero dell’ex chiesa parrocchiale di Cervarese e finalmente siamo riusciti ad ottenere qualcosa.

1114 maggio scorso il Consiglio Comunale ho approvato una mozione che impegno l’Amministrazione comunale ad erogare un contributo su richiesta della Parrocchia di Cervarese per la predisposizione di un progetto per il recupero statico dell’edificio. In realtà la nostra proposta prevedevo un impegno più articolato e certo da porte del Comune (la firma di una Convenzione con la Parrocchia, l’erogazione di un contributo per lo svolgimento dei lavori, l’indizione di un concorso per la presentazione di progetti per il recupero dell’ex parrocchiale) ma, purtroppo, questo maggioranza ho deciso di impegnarsi per il minimo indispensabile . Non è tanto ma è sempre meglio del niente di questi anni. A noi resta la soddisfazione di aver insistito sulla proposta di un interessamento da parte del Comune per il recupero di questo edificio che riveste sicuramente un’importanza “pubblica” per i motivi che si possono ben comprendere; siamo certi che se non avessimo presentato la mozione che poi è stata discussa in Consiglio Comunale difficilmente questa maggioranza avrebbe affrontato la questione.

Adesso, comunque, siamo solo all’inizio, nel caso in cui la Parrocchia riuscisse od ottenere contributi regionali o di altri enti per la ristrutturazione dell’ex parrocchiale il Comune di Cervarese non potrà non essere coinvolto in quest’opera e certamente noi saremo pronti a riportare l’argomento in Consiglio Comunale.

I Consiglieri del Gruppo “Vivere Cervarese”

Giovanni Ceron e Cristiano Lanza

Notiziario comunale giugno 2001

URBANISTICA: FINO ALL ‘ULTIMO METRO CUBO...?

Lunedì 23 aprile il Consiglio Comunale si è trovato a discutere la terza variante parziale del Piano Regolatore Generale entrato in vigore nel marzo dello scorso anno. Escluse le modifiche per le opere pubbliche, tre varianti in 13 mesi: una ogni 4 mesi circa. Nell’ultimo anno sono stati modificati più volte sia il Regolamento Edilizio sia Le Norme Tecniche d’Attuazione, e l’unica vera semplificazione riguarda l’iter autorizzativo per l’installazione di insegne luminose che non devono avere il parere di altri Enti Pubblici escluso il Comune. Con delibera n.48 del 5 aprile scorso, inoltre, la Giunta Comunale ha deliberato di provvedere alla predisposizione di un’ulteriore variante parziale al PRG per- ché, nei primi mesi di quest’anno, sono giunte “alcune decine di richieste” di adeguamenti, e molte di queste sono state accolte.
Probabilmente, quando uscirà questo articolo il Consiglio Comunale avrà già discusso o si appresterà discutere questa ulteriore variante.
Noi non condividiamo questo metodo di gestione per quanto riguarda la politica edilizia ed urbanistica in generale, e come abbiamo sempre fatto sui singoli punti presentati in Consiglio Comunale, esprimeremo le nostre opinioni e, se del caso, presenteremo i nostri emendamenti. Vogliamo evidenziare, inoltre, alcune questioni per noi molto importanti:
1. L’interesse pubblico non è e non può essere la somma di tanti piccoli o grandi interessi privati (.anche se magari legittimi). La volontà pubblica discende da politiche di governo del territorio, condivisibili o meno, ma in ogni caso politiche, cioè progetti, ampie e visioni a lungo termine.
2. La continua modifica degli articoli sia del Regolamento Edilizie sia delle Norme Tecniche di Attuazione rischia di far perdere significato all’impianto complessivo del PRG solo per venire incontro ad esigenze parziali.
3. Accogliere richieste di singoli privati, come è già stato fatto, quasi come si fosse in presenza di un’urbanistica “self-service” (Cosa ti serve? Vediamo se si può fare...) rischia di creare disparità tra cittadini. Possiamo essere sicuri che tutti hanno avuto eguale libertà in questi mesi -per proporre le loro richieste? Quale è stato il metodo seguito per raccogliere le richieste dei cittadini?
4. Ad appena un anno dall’approvazione della variante generale, che ha avuto un preciso e lungo iter di approvazione e che è stata ampiamente pubblicizzata e discussa all’interno del nostro territorio, è proprio necessario per l’interesse collettivo del nostro Comune riproporre una serie di varianti parziali che di fatto realizzano un’ulteriore variante generale?
Alcune delle modifiche apportate fino ad oggi, sicuramente le più importanti, rispondono ad un’idea di fondo che è quella di consentire di edificare fino all’ultimo metro cubo disponibile del PRG.
Questa volontà edificatoria è perseguita in maniere sistematica dall’attuale Amministrazione anche per quanto riguarda l’approvazione dei nuovi Piani di Lottizzazione, senza preoccuparsi di andare in deroga (seppur consentita) per quanto riguarda le altezze degli edifici, come è successo per il cosiddetto ‘Piano di Recupero San Martino”, o accettare di approvare una pessima viabilità residenziale come è successo per il “Villaggio della Luna” a Fossona.
Da parte nostra facciamo notare che:
• in sede di approvazione,, la stessa Giunta Regionale ha ammesso che il
PRG è sovradimensionato rispetto alle reali esigenze del paese;
• il PRG ha una struttura complessiva
fatta di possibilità edificatoria, ma anche di norme che la regolano e qualche volta la limitano in quelle zone dove è necessario limitarla. La gestione del territorio dev’essere vista in un’ottica complessiva e non quasi esclusivamente rivolta a cercare i “metri quadri e metri cubi” edifica- bili:

IL NOSTRO SITO INTERNET
Da) 4 aprile scorso, dopo un periodo di prova e assestamento, è attivo il nostro sito Internet all’indirizzo www,viverecervarese.it
I sito costituisce sicuramente una delle prime esperienze sul nostro territorio e nei comuni limitrofi, se non la prima in assoluto, di utilizzo di Internet da parte di una lista civica comunale.
Le motivazioni che ci hanno spinto a costruire questo strumento sono soprattutto due:
• rendere conto della nostra attività e quindi informare il più possibile i cittadini sulle nostre iniziative, dentro e fuori il Consiglio Comunale;
• realizzare un punto di riferimento culturale e politico, anche se piccolo e con tutti i suoi limiti, non solo per li nostro Comune ma anche per i Comuni limitrofi. Siamo ancora nella fase di avvio e il sito non è certamente “professionale” come tanti altri e sicuramente nei prossimi mesi subirà ulteriori modifiche.
Vi invitiamo a visitarlo e a scriverci per dirci come la pensate.

I Consiglieri di “Vivere Cervarese”
Giovanni Ceron e Cristiano Lanza

Notiziario comunale giugno 2000

Nella seduta del Consiglio Comunale del 25 febbraio scorso, abbiamo votato contro il Bilancio di Previsione presentato dall’Amministrazione Comunale e ci siamo espressi negativamente anche per quanto riguarda l’istituzione dell’addizionale IRPEE Oltre ad esprimere la nostra contrarietà, abbiamo però presentato una serie di proposte alternative che riportiamo qui di seguito.

ADDIZIONALE IRPEF
La maggioranza ha approvato l’applicazione dell’addizionale IRPEF giustificandola con la diminuzione dei trasferimenti statali. In realtà lo Stato ha tagliato i trasferimenti del “Fondo Investimenti” perché sono a scadere alcuni mutui comunque rinegoziati nel 1996. Il gettito previsto per l’applicazione dell’addizionale (circa 143 milioni), diversamente da quello che succede negli altri Comuni dove si finanziano determinate opere pubbliche o si abbatte in misura considerevole l’ ICI, andrà a coprire le spese correnti, in particolare:
• l’aumento dell’indennità del Sindaco (+ 27,4milioni) e degli Assessori e dei Consiglieri Comunali (+37,5 milioni);
• l’incarico professionale dato ad un professionista esterno per la gestione delle pratiche dell’edilizia privata (61 milioni).
E’ bene soffermarci su quest’ultimo punto.
L’Amministrazione giustifica questa “consulenza” come necessaria in quanto l’approvazione del Piano Regolatore comporterà un incremento notevole del settore dell’edilizia privata.
Noi pensiamo però che con l’approvazione del
PRG:
• tutto il territorio comunale ha finalmente una programmazione urbanistica chiara ed univoca che sicuramente faciliterà il lavoro dell’Ufficio Tecnico rispetto agli ultimi tempi;
• sono entrate in vigore le nuove norme tecniche ed il nuovo regolamento edilizio, strumenti finalmente chiari ed aggiornati secondo la normativa regionale e statale vigente;
• è finalmente terminato il cosiddetto “regime di salvaguardia” che ha costretto l’Ufficio Tecnico ad istruire le pratiche tenendo conto dei regolamenti edilizi e delle norme tecniche vecchi e nuovi.
Dopo tutti questi benefici, soprattutto in termini di tempo, l’Amministrazione non trova di meglio che spendere 61 milioni per pagare un professionista per meno di 15 ore la settimanali
• Noi riteniamo invece necessario percorrere la strada della semplificazione de) lavoro degli Uffici Comunali e dell’adozione di tutti quegli strumenti previsti dalle leggi Bassanini e dal nuovo contratto nazionale di lavoro )responsabilizzazione dei capi-area, valutazione dei risultati, flessibilità nelle assunzioni e nell’organizzazione del lavoro...).
Facciamo notare inoltre, che se questo incarico dovesse essere riconfermato per tutto il mandato dell’attuale Amministrazione, questo “servizio” costerà complessivamente alle casse comunali la bella cifra di circa 250-280 milioni.

ICI
L’amministrazione ha presentato le modifiche all’ICI come una “manovra sociale”. Sinceramente il termine ci pare eccessivo. E’ vero che è stata aumentata la detrazione per l’abitazione principale di 30.000 Lire, ma ricordiamo che due anni fa la detrazione era stata aumentata di 20.000 Lire senza prevedere nessun maggior gettito e tagliando esclusivamente le spese correnti di bilancio. Sono stati previsti inoltre alcuni casi per avere diritto ad una ulteriore detrazione di 100.000 lire. Peccato che questi casi siano probabilmente molto rati nel nostro comune, visto il bassissimo limite di reddito indicato dall’Amministrazione 128 milioni lordi annui per una famiglia con tre figli). Purtroppo è stato bocciato un nostro emendamento che prevedeva una detrazione di 350.000 lire per la prima casa a famiglie con tre figli di cui due in età scolare e con un reddito procapite di 10 milioni lordi l’anno (50 milioni complessivi).

PROGRAMMA DELLE OPERE PUBBLICHE
Tra contributi che sono ancora virtuali e progettazioni varie ci sembra che il programma triennale delle opere pubbliche “voli un po’ troppo alto” rispetto alle reali possibilità del nostro Comune.
Non discutiamo la possibilità di ottenere contributi regionali ma alcune scelte potevano essere fatte in maniera più logica e razionale, in particolare:
• realizzazione piazzale Chiesa di Montemerlo Perché l’Amministrazione ha previsto finora solo 100 milioni per contribuire alla realizzazione dei piazzale della Chiesa, quando è pratica-
mente certo che il contributo complessivo, da dare alla Parrocchia di Montemerlo in tre anni, si aggirerà intorno ai 200 milioni?

Nuova scuola materna statale
Sappiamo che il nostro territorio tra qualche anno avrà bisogno di una nuova scuola materna statale. Quello che chiediamo è di valutare attentamente questo investimento alla luce dei nuovi compiti spettanti ai Comuni con la revisione dei cicli scolastici e delle nuove esigenze che emergono dalle famiglie, in particolare di un aumento dei servizi per la primissima infanzia. E’ evidente che, se terminerà l’esperienza della scuola materna parrocchiale di Cervarese, sarà il capoluogo ad ospitare la scuola materna statale e questa è anche, almeno ci sembra di capire, la posizione unanime dell’attuale maggioranza. Noi chiediamo, e siamo convinti che questo sia il desiderio di tanti cittadini che la nuova scuola sia un servizio data a tutte le famiglie del Comune e non solamente “un’opera pubblica a Cervarese”, in particolare chiediamo:
• prima di costruire “nuove scuole”, di valutare attentamente il recupero delle ex-scuole elementari di Cervarese che si trovano proprio in centro del paese;
• di inserire accanto alla scuola materna anche “la scuola pre-materna” per i bambini dai 18/24 ai 36 mesi.

ED INOLTRE
• è necessaria che il Comune di Cervarese si attivi per stipulare una convenzione con l’istituto Scolastico Comprensivo e il Comune di Rovolon che regoli i rapporti Scuola/Comune )gare d’appalto uniche per i servizi mensa e di trasporto, contributi alla Scuola, utilizzo delle strutture, ecc...);
• chiediamo che anche il nostro Comune aderisca alla “Campagna per la riduzione dei debita estero dei paesi più poveri” promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana;
• è necessario incrementare i servizi alle famiglie attraverso la creazione di una “scuola pre-materna” a livello comunale e la promozione del progetto di gestione associata dell’Asilo Nido con i Comuni dell’area Padova ovest appartenenti ai Distretto n.3 dell’ULSS.
Giovanni Ceron
Cristiano Lanza


Notiziario comunale novembre 1999


Noi consiglieri della lista civica “Vivere Cervarese Nostro Comune” pensiamo che una Amministrazione Comunale si debba caratterizzare oltre che per ordinaria amministrazione anche per come saprà attuare le riforme intervenute negli ultimi anni e in particolare i nuovi compiti affidati agli Enti Locali.

Utilizzando gli strumenti previsti dal regolamento de Consiglio Comunale (interrogazioni, interpellanze, mozioni, emendamenti, possibilità di presentare argomenti all’ordine del giorno), ci impegneremo per controllare l’operato della maggioranza e per proporre provvedimenti che riguardano soprattutto i seguenti punti:

• l’applicazione completa delle “leggi Bassanini” per un reale decentramento amministrativo e per la netta separazione tra indirizzo politico – amministrativo e gestione della “macchina comunale”

la riforma della legge n° 142/90 approvata questa estate dal Parlamento, per la revisione completa dello statuto comunale e non per il suo semplice adeguamento tecnico.

• la “legge Bassanini” di riforma del commercio che consente a Comuni di programmare da un punto di vista urbanistico le attività commerciali e semplificare gli adempimenti per l’apertura di nuove attività

• il “decreto Ronchi” relativo alla gestione dei rifiuti, in particolare al loro recupero, con iniziative che risolvano il problema “ a monte” cioè prima (produrre meno rifiuti) e non sempre e solo “ a valle” cioè dopo (come recuperare i rifiuti prodotti)

• la “legge Turco” che stanzia contributi a sostegno delle iniziative programmate insieme dai Comuni per la tutela e la promozione dell’infanzia e dell’adolescenza;

• la riforma della scuola voluta dal ministro Berlinguer, soprattutto per quanto riguarda l’autonomia scolastica. In merito a quest’ultimo punto, sollecitiamo l’Amministrazione Comunale a stipulare una “convenzione” con l’istituto Comprensivo e il comune di Rovolon per regolamentare tutti i rapporti che incorreranno tra il Comune e la Scuola, in particolare: contributi alla Direzione dell’istituto, finanziamenti di progetti didattici, programmazione della manutenzione e dell’uso degli edifici scolastici, gare d’appalto uniche per mensa e trasporto fra i due comuni, ecc.

Giovanni Ceron – Cristiano Lanza